venerdì 24 luglio 2009

Università, pronti 525 milioni di euro Gelmini: più fondi agli atenei migliori


Roma - Più fondi agli atenei di qualità: per la prima volta in italia il metro di misura è la qualità. Oggi il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha infatti firmato un provvedimento che stabilisce che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di euro, viene distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. I due terzi di questo fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Ed eccoli gli atenei più virtuosi: in testa l'università di Trento e i politecnici di Torino e Milano.
Varato il pacchetto università Il Cdm vara il pacchetto Università: via libera quindi alla nuova Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur). Le cui segnalazioni saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle Università e agli Enti di ricerca tanto che gli atenei virtuosi riceveranno più fondi. Con il nuovo provvedimento il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (525 milioni di euro) è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica. In particolare i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, mentre un terzo in base alla qualità della didattica. Con le nuove misure del pacchetto università verrà inoltre "avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea", che prevede "il taglio di quelli inutili". Misura che metterà un freno alla "proliferazione di insegnamenti" avuta negli ultimi anni, che "non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro".
L'eccellenza negli atenei Trento, secondo il ministero, "pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, presenza di molti progetti assegnati dal programma nazionale di ricerca". Quindi si meritano i premi monetari: in arrivo a Trento 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8 milioni. Ma è andata bene anche ad altri atenei: Bologna segna un più 5 milioni di euro, Padova un più 4. Meno finanziamenti, invece, sono destinati ad altre 27 università che non hanno raggiunto gli standard qualitativi previsti.A Foggia viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni. Mentre per Trieste, Firenze e Siena l’erogazione della quota di fondi vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso.
Tagliati i corsi inutili Negli ultimi mesi, è già stato tagliato il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente. Il provvedimento punta a una "coerente razionalizzazione dei corsi di laurea". Le misure prevedono "una definizione di più elevati requisiti di docenza per attivare i corsi di studio, al fine di ridurne la proliferazione e la disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti. Si passa, quindi, alla limitazione alla proliferazione degli insegnamenti, attraverso l’individuazione del carico massimo di docenza che ciascun ateneo è complessivamente in grado di erogare, e alla limitazione alla frammentazione degli insegnamenti attraverso definizione del numero minimo di crediti per esame.


Sbloccati i concorsi da ricercatore Nuovi criteri più oggettivi basati su parametri internazionali per i concorsi da ricercatore all’università. In particolare si segnala come indicazione che ogni titolo scientifico sia valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review). Si dovrebbero, in questo modo, ridurre i margini di arbitrio delle commissioni. Ancora, sono stati sbloccati i concorsi e date nuove regole per il reclutamento, con più trasparenza grazie al sorteggio. Con la direttiva firmata oggi dalla Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi.
Il reclutamento dei professori Per quanto riguarda il reclutamento dei professori universitari, le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accade ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l'esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare. Infine, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.

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